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La Combinazione Libera.

di Federico Borsari

 Immacolata Genova Abbiamo citato, in passato, parlando dei vari sistemi di combinazione dei registri dell'organo, la Combinazione Libera, sottolineando come questo tipo di combinazione abbia rappresentato -e rappresenti tuttora negli strumenti che l'hanno conservata- un'ottima soluzione per soddisfare le esigenze degli organisti, in particolar modo dei concertisti.
Negli organi antichi, fino ai primi decenni dell'Ottocento, gli organi meccanici non disponevano di alcun tipo di combinazione, ma questo non rappresentava un grande problema poichè gli strumenti venivano principalmente utilizzati per l'uso liturgico e tra un brano e l'altro intercorreva abbastanza tempo per concedere all'organista la possibilità di cambiare le registrazioni. Bisogna anche dire che, sotto questo punto di vista, gli organi "stranieri", francesi e germanici, erano facilitati in questo compito dal fatto di possedere più tastiere (ed il cambio di registrazione avveniva, semplicemente, cambiando tastiera) rispetto a quelli italiani, che di tastiere ne avevano solamente una e rimediavano alla difficoltà con i classici pedaletti che azionavano il "Ripieno" (cioè inserivano tutte le file del Ripieno contemporaneamente) e, in seguito, con il pedaletto di combinazione detto "alla Lombarda", che consentiva di inserire, in aggiunta ai registri già inseriti, altri registri predisposti in precedenza estraendone parzialmente le manette.
La necessità di cambiare rapidamente -e talora istantaneamente- le registrazioni iniziò a presentarsi, appunto, verso la metà dell'Ottocento, quando agli organisti liturgici si affiancarono gli organisti "concertisti" (e da allora in poi le due figure spesso e volentieri coincisero) ed anche la letteratura organistica romantica, moderna e contemporanea (a partire da Liszt e Franck fino ad oggi) assunse caratteristiche tali che richiedeva sempre più spesso il cambio rapido e talora senza soluzione di continuità delle registrazioni passando, ad esempio, dal fortissimo al pianissimo e/o viceversa. A quel punto i sistemi precedenti non potevano più bastare.
L'invenzione della "Combinazione Libera" fu possibile dapprima con l'adozione della trasmissione pneumatica, che consentiva, mediante complessi meccanismi pneumatici, di avere a disposizione almeno una (raramente di più) registrazione totalmente alternativa, ma fu con l'avvento dell'elettricità -nei primi decenni del Novecento- con la trazione elettropneumatica prima e quella integralmente elettrica poi, che il numero di queste combinazioni alternative potè essere aumentato, dimodochè in alcuni grandi strumenti, si arrivò ad averne anche quattro o cinque.
E' importante sottolineare, per i non addetti ai lavori, la filosofia che ispira questo tipo di combinazione (e che verrà in seguito adottata anche dalle Combinazioni Aggiustabili) in modo "sostitutivo", nel senso che ogni volta che si aziona una Combinazione Libera essa si sostituisce interamente a quella precedente, annullandola.
Ma come funzionava la Combinazione Libera?
 Combinazione Libera Come abbiamo detto, la Combinazione Libera consente di avere una o più combinazioni di registri alternative. Per ottenere questo risultato occorre che nella consolle ci siano tanti comandi dei registri in più rispetto a quelli "originali" tante volte quante sono le combinazioni libere. Per fare un esempio concreto, se un organo ha dieci registri e due combinazioni libere, in consolle ci devono essere trenta comandi di registri (10 originali + 10 per la prima combinazione ed altri 10 per la seconda). Indubbiamente, questa moltiplicazione dei comandi crea una certa confusione in consolle, confusione a cui gli organari cercarono di porre rimedio in diversi modi, ad esempio diversificando il tipo di comandi (aggiungendo levette e pulsanti sovrapposti od affiancati alle placchette), ma se questo poteva andare bene in caso di poche (una o due) Combinazioni Libere, quando si arrivò ad averne di più la situazione delle consolles divenne caotica, e fu proprio per ovviare a questo inconveniente che, grazie alla trasmissione integralmente elettrica, vennero inventate le Combinazioni Aggiustabili. Ma di queste parleremo in una prossima pagina.
 Combinazione Libera Tornando all'argomento, occorreva poi che in consolle ci fosse un dispositivo in grado di azionare l'entrata in funzione della Combinazione. Solitamente, soprattutto negli organi pneumatici, questo comando era costituito da un pedaletto. Inserendolo si faceva entrare in funzione la combinazione alternativa (che, ricordiamo, sostituiva totalmente quella originale) e disinserendolo si ritornava alla registrazione iniziale. Con l'arrivo dell'elettricità, in seguito, si poterono anche diversificare i modi di entrata in funzione delle combinazioni, ad esempio rendendole anche "particolari" per ogni tastiera e per il pedale (cioè si poteva azionare la combinazione solo per una determinata tastiera lasciando inalterate le registrazioni delle altre). Per ottenere queste funzioni, oltre ai pedaletti che azionavano le combinazioni generali, si inserirono in consolle degli appositi pulsanti a pistoncino, solitamente posti al di sotto delle tastiere e facilmente raggiungibili con il pollice (che, non per nulla, negli organi nordamericani si chiamano "Thumb Pistons"), che azionavano le rispettive combinazioni "particolari".
Non rimangono più, oggi, molti grandi strumenti che presentino queste caratteristiche poichè in linea generale, soprattutto nella seconda metà del secolo scorso, questo tipo di combinazioni venne pressochè ovunque sostituito dalle Combinazioni Aggiustabili. Quelli che rimangono in diverse parti del Mondo (tra cui, in particolare, Germania e Stati Uniti), alcuni dei quali storici (come, ad esempio, il Sauer del Duomo di Berlino che ha tre Combinazioni Libere), rappresentano un particolare periodo (che peraltro si protrasse fino alla metà del secolo scorso) dell'evoluzione della tecnica organaria mondiale.
Per quanto riguarda l'Italia, l'esempio più "spettacolare" dell'adozione di questo sistema di combinazioni è senz'altro l'organo che Balbiani realizzò nel 1928 nella Basilica dell'Immacolata Concezione di Genova, riprendendo ed ampliando lo storico organo che vi era stato installato da Trice nel 1890. Questo strumento (della cui consolle vedete la foto in apertura) è uno dei pochi organi di grandi dimensioni (quattro tastiere e pedaliera) che ancora oggi utilizza, grazie alla trasmissione elettropneumatica, ben quattro combinazioni libere (ma, come si vede bene nelle foto e come affermava anche il suo costruttore, anche la registrazione iniziale viene qui considerata come una Combinazione Libera e come tale gestita). Osservando la consolle di questo organo (una simile ma più grande era stata installata tre anni prima sempre da Balbiani nell'organo della St.Vincent Ferrer Church di New York, di cui parliamo in altra pagina) si può osservare come Balbiani, al contrario degli organari suoi contemporanei, sia riuscito ad "ottimizzare" il grande numero di comandi utilizzando, per risparmiare spazio, gli interruttori a levetta che allora erano comunemente utilizzati nei centralini telefonici e, per facilitare anche visivamente il compito dell'organista, diversificando i comandi delle varie combinazioni contrassegnandoli con colori differenti. Ora utilizzeremo le fotografie di questa consolle per dimostrare come funzionava -e funziona perfettamente tuttora- il sistema di combinazioni libere, sottolineando il fatto che questo organo -così come tutti gli altri dotati almeno 4 o 5 combinazioni libere- in effetti potesse riuscire ad avere un numero assai elevato (praticamente moltiplicabile all'infinito) di combinazioni in più rispetto a quelle effettivamente presenti.
Immaginiamo che un organista debba effettuare un concerto in cui siano necessari sette cambi di registrazione. Prendendo come riferimento la foto n. 0 (che rappresenta i comandi dei registri e di combinazione di una tastiera, rappresentando con il colore bianco la prima combinazione, con il colore rosso la seconda, con il verde la terza, con l'azzurro la quarta e con il giallo la quinta), questa è la situazione di partenza con tutti i registri chiusi. Iniziamo quindi a predisporre le varie combinazioni.
Supponiamo che la prima registrazione necessiti dei registri 1, 3 e 5 di questa tastiera. Nella foto 1 vediamo quali levette (utilizziamo quelle bianche della prima combinazione libera) bisogna azionare.
Passiamo alla seconda registrazione, che prevede l'utilizzo dei registri 2, 3, 5 e 6. Questa volta utilizziamo le levette rosse (quelle della seconda combinazione libera) e nella foto 2 vediamo come devono essere sistemate.
Passiamo alla terza registrazione, che prevede i registri 1, 3, 4, 5 e 7 e sistemiamo di conseguenza le levette verdi (Foto 3).
Allo stesso modo agiamo per la quarta registrazione (Foto 4) che prevede l'utilizzo dei registri 6, 8 e 9 (levette azzurre) e per la quinta (Foto 5 - levette gialle) che prevede i registri 1, 2, 3, 4, 5, 7, 8 e 10.
A questo punto tutte le Combinazioni Libere sono impostate e, per farle entrare in funzione sarà sufficiente premere il pedaletto relativo (se desideriamo azionarle per tutto l'organo) oppure il relativo pistoncino al di sotto delle tastiere (se vogliamo azionarle solo per una tastiera specifica).
Ma, avevamo detto, l'organista ha bisogno di sette combinazioni e, in questo modo, ne mancano due. Come fare?
La soluzione è molto semplice. L'organista inizia a suonare il suo pezzo con la prima combinazione, poi aziona la seconda e, poi, passa alla terza. Mentre egli sta utilizzando questa combinazione, è sufficiente che un assistente modifichi le levette delle due combinazioni già utilizzate (cioè la prima e la seconda), così come si vede nelle foto 6 (registri 5, 6, 7, 8 e 10 - levette bianche) e 7 (registri 3, 5, 7 e 8 - levette rosse). In questo modo la sesta registrazione prende il posto della prima e la settima il posto della seconda. A quel punto l'organista, quando avrà terminato di suonare con la quinta combinazione, azionerà nuovamente il pedaletto (od il pulsante) della prima Combinazione ed avrà a disposizione la sesta registrazione e poi, azionando la seconda combinazione, avrà a disposizione la settima registrazione. Teoricamente, questo sistema può andare avanti anche all'infinito ma, nella pratica, consente di poter utilizzare (a condizione di avere un assistente preparato ed efficiente) anche decine di registrazioni tutte differenti ed in successione tra di loro.
Abbiamo detto che il sistema delle Combinazioni Libere verrà poi sostituito con le Combinazioni Aggiustabili, che furono inventate proprio nel periodo in cui Balbiani realizzava questo tipo di organi. Bisogna anche dire che le Combinazioni Aggiustabili (di cui parleremo diffusamente in un prossimo articolo) ai loro esordi non erano certamente quelle che siamo abituati ad utilizzare oggi. In effetti, fino all'avvento dell'elettronica (cioè negli Anni Settanta del secolo scorso, quando si iniziarono ad avere organi con centinaia -ed in seguito anche migliaia- di combinazioni disponibili), le tecnologie elettromeccaniche che si utilizzavano (che si basavano fondamentalmente sull'utilizzo di magneti) consentiva agli organi, anche ai più grandi, di avere non più di cinque, al massimo sei, Combinazioni Aggiustabili. Se questo tipo di Combinazioni risolveva il problema della moltiplicazione dei comandi in consolle, presentava un difetto che le Combinazioni Libere non avevano. Una volta "fissate", le Combinazioni Aggiustabili non potevano (e non possono neppure oggi) essere modificate durante l'esecuzione dei brani. In tal modo, mentre -come abbiamo visto- con cinque Combinazioni Libere si potevano ottenere decine di registrazioni diverse, se l'organo aveva invece cinque Combinazioni Aggiustabili, tante erano e tante rimanevano. Ed è per questo motivo che Balbiani, pur apprezzando le Aggiustabili, nei suoi organi più grandi ha sempre privilegiato l'utilizzo delle Combinazioni Libere.