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Il mio (organo) è più grande del tuo!

di Federico Borsari

Nei vent'anni ormai trascorsi dalla prima pubblicazione di questo sito abbiamo più volte parlato dei grandi organi del Mondo, considerandone le caratteristiche fonico-timbriche e tecniche senza mai scendere nella -a nostro parere- sterile e talora puerile contesa che vede contrapposte diverse realtà (soprattutto statunitensi) che rivendicano ognuna il possesso o la titolarità del "più grande organo del Mondo". Questa "gara" a chi ce l'ha più grande (stamo parlando di organi musicali, ovviamente...) ha origine in primis dal desiderio di apparire nel "Guinness dei Primati", il famoso libro che dal 1955 raccoglie tutti i records sia naturali che umani del Mondo, e, in seconda battuta, dal desiderio -del tutto umano e che alloggia nel subconscio di ognuno di noi- di poter vantare qualcosa che gli altri non hanno (un classico esempio è quello che da bimbi ci porta a vantare la bicicletta più nuova e più bella degli altri e che, da adulti, ci porta a vantare la vettura più veloce, più grande, più costosa e più performante). Gli Americani (Statunitensi, per la precisione), figli di una società basata sui principi di una supposta superiorità industriale, umana, morale e civile rispetto al resto del Mondo, tendono a sviluppare molto questa caratteristica e, ovviamente, anche l'organo viene tirato in mezzo per corroborare questa tendenza. E' per questo motivo che ci sono almeno tre o quattro grandi e prestigiosi strumenti statunitensi che vantano, a torto od a ragione, di essere i più grandi organi del mondo.
Tra di essi il grandissimo (e, in verità, è veramente enorme) organo della Convention Hall di Atlantic City; quello del Macy's Store di Philadelphia (comunemente denominato "organo del Wanamaker") e tanti altri. Quasi tutti questi strumenti sono organi "da teatro" mentre per gli organi "da chiesa", si possono citare quello della Cadet Chapel dell'Accademia Militare di West Point, la Christ (ex Crystal) Cathedral di Garden Grove, quello della Riverside Church di New York e quello del Mormon Tabernacle di Salt Lake City.

Prima di provare a considerare le varie ipotesi secondo cui viene abitualmente considerata la "grandezza" di un organo, ci teniamo a precisare che, personalmente, giudichiamo un organo secondo altri parametri, al primo posto dei quali sta la qualità del suono, le caratteristiche timbriche generali, la filosofia su cui si basa la disposizione fonica, la compattezza delle sezioni e la qualità dei singoli registri sia sotto il punto di vista solistico che in rapporto all'insieme generale dello strumento. Le metodologie secondo cui si "misura" la grandezza di un organo sono, invece, molto differenti e, soprattutto, molto più semplici. La prima è la più semplice di tutte: si conta il numero di comandi dei registri in consolle; più ce ne sono e più l'organo viene considerato grande. Questo metodo, pur essendo il più semplice, è purtuttavia quello più suscettibile di grossolani errori, e vedremo poi il perchè. Il secondo metodo è più accurato e, sotto un certo punto di vista, anche più veritiero: si tratta di considerare il numero dei registri "reali" di un organo, cioè quelli che ad un comando di registri in consolle corrisponde una fila di canne suonanti. Anche questo metodo, però, si presta ad un errore che deriva in massima parte dai registri di Mutazione e di Ripieno, nei quali le file più acute "ritornellano" anche due o tre volte e, pertanto, si tratta di registri "parziali" e non completi (solitamente, le Mutazioni iniziano dal secondo o dal terzo Do e, pertanto -su una tastiera di 61 note- di canne effettivamente suonanti ce ne sono 49 o 37 mentre le file di Ripieno più acute solitamente contano non più di 24 o -addirittura- 12 canne). Il sistema a nostro parere più adatto per misurare la grandezza di un organo è il terzo, cioè quello di contare fisicamente le canne di un organo ma, poichè molto spesso nessuno -a parte l'organaro che lo ha costruito- conosce con precisione assoluta il numero di canne presenti in un organo, è il metodo meno utilizzato.

Dicevamo dei vari errori relativi al primo metodo, quello del conteggio dei comandi di registro in consolle. A questo proposito si deve sottolineare che i comandi in consolle non azionano solamente i registri ma, anche, le unioni, le super e le subottave, oltre, naturalmente, ai registri cosidetti "meccanici" quali il Tremolo, le Campane, l'Arpa e tante altre cose che, non corrispondendo a canne suonanti, non fanno parte della disposizione fonica vera e propria. Un'altra caratteristica dei comandi in consolle è che essi azionano, spesso e volentieri, anche i cosidetti "registri in derivazione", cioè quei registri che utilizzano le canne di altri registri per riproporli in tessiture più acute; un tipico esempio può essere un registro di Flauto Camino 4 derivato da un registro di Bordone 8; in questo caso di registri veri (cioè dotati di canne suonanti) ce n'è uno solo (il Bordone) il quale -inoltre- non solo possiede tutte le canne relativa ai tasti della tastiera (solitamente 61) ma, anche, le canne dell'ottava superiore, che servono a far suonare l'ultima ottava del registro derivato e, in questo caso, le canne del registro non sono 61, bensì 73. Inutile dire che queste particolarità complicano non poco il compito di chi cerca di dedurre dai comandi di registro in consolle il numero effettivo delle canne di un organo e, di conseguenza, le stime complessive circa la effettiva "grandezza" di un organo sono quasi sempre approssimative.

 Atlantic City Detto questo, cerchiamo di mettere un poco di ordine -almeno- tra gli organi di cui abbiamo parlato prima, che si contendono il primato dell'organo "più grande del Mondo" iniziando dal monumentale sette tastiere realizzato nel 1929 da Midmer-Losh per la Convention Hall di Atlantic City, recentemente (2007) quasi totalmente restaurato e riportato alla "potenza di fuoco" originale. Escludendo i comandi relativi alle unioni, alle sub e superottave ed ai registri di percussione (tra cui Pianoforte, Marimba, Xilofono, Campane, Arpa Glockenspiel ed una serie completa di tamburi e percussioni metalliche), in consolle possiamo contare 671 comandi di registro, il che -si direbbe- è un gran bel numero. Se andiamo invece ad analizzare bene, troviamo che ben 222 sono registri in derivazione, cioè ricavati per prolungamento di altri registri reali, ed il numero scende a 449. Centotrentadue sono invece i registri "per trasmissione", cioè quelli che possono essere azionati anche da più tastiere contemporaneamente ma che, in effetti, sono costituiti da una sola fila di canne; a questo punto i registri "veri" diventano 317. Dobbiamo infine considerare i registri di mutazione ed i ripieni, che sono costituiti da più file di canne; questi sono 119 e, a questo punto, il numero che ci rimane è 436, che sono i registri a cui corrispondono file di canne suonanti. Fortunatamente, per questo strumento c'è stato chi si è preso la briga di contarne le canne e così sappiamo che questo organo ha -precisamente- trentatremilacentoquattordici canne.

 Wanamaker Il secondo organo che trattiamo è, invece, quello "del Wanamaker", coostruito nel 1904 dalla ditta Los Angeles Art Organ Company per l'esposizione mondiale avvenuta quell'anno nella città di St.Louis e poi spostato presso il grande magazzino realizzato da John Wanamaker a Philadelphia nel 1909 (e poi ampliato in diverse riprese nei decenni seguenti). Questo strumento, che conta oggi sei tastiere e che viene utilizzato quotidianamente (alla consolle, come organista titolare, c'è Peter Conte) per allietare i visitatori dello store, ha una particolarità storica, poichè fu suonato per la prima volta all'interno del Wanamaker il giorno 22 Giugno 1911, nello stesso momento in cui in Inghilterra, a Londra nell'Abbazia di Westminster, veniva incoronato il Re Giorgio V. Questo strumento, a fronte delle sue sei tastiere, presenta ben undici sezioni (Choir, Great, Swell, Solo, Ethereal, String, Stentor, Orchestral, Echo, Vox Chorus e Pedal) di registri per un totale di 729 comandi di registro in consolle. I registri "reali" (cioè quelli che effettivamente possiedono canne suonanti) sono 401 mentre il numero totale delle canne ammonta a ventottomilasettecentocinquanta, quasi cinquemila in meno rispetto a quello della Convention Hall di Atlantic City. Una delle particolarità della storia di questo strumento è che, nonostante si tratti di un organo fondamentalmente "da teatro", esso è stato sempre utilizzato anche per concerti organistici a cui -a partire dal 1911 e fino ad oggi- hanno partecipato i più grandi concertisti del Mondo, tra i quali Marcel Dupré, Louis Vierne ed i nostri Marco Enrico Bossi e Fernando Germani.

 West Point Il terzo organo che troviamo nella classifica statunitense è uno strumento da chiesa, più precisamente quello della Cadet Chapel dell'Accademia Militare di West Point (per la precisione, quello della Cappella Protestante). La prima versione di questo strumento fu realizzata da Moller nel 1911 ed in seguito, con il passare dei decenni, ne fu ampliata in modo massiccio la disposizione fonica (grazie soprattutto a donazioni, tra le quali anche un paio di registri donati da Marcel Dupré) fino ad arrivare alla configurazione attuale, che -a fronte di una consolle estremamente ottimizzata sotto il punto di vista della disposizione ergonomica dei vari comandi e delle sole quattro tastiere- vede la presenza di cinque sezioni, ognuna con i propri registri di pedale. In consolle troviamo 652 comandi di registro, ma la particolarità di questo strumento sta nel fatto che sono largamente impiegati i registri in derivazione ed in trasmissione (oltre, ovviamente, ai registri percussivi e meccanici), cosa che porta ad avere, in totale, solo 305 registri dotati di canne; la stessa particolarità porta però ad avere, come abbiamo spiegato in apertura, quasi tutti i registri suonanti con un numero di canne ampiamente superiore all'estensione delle tastiere. Questo organo si va a piazzare quindi onorevolmente al terzo posto della nostra classifica con un totale di ventitremiladuecentotrentasei canne.

Rimanendo nel campo degli strumenti statunitensi con più di ventimila canne, troviamo al quarto posto il pregevole Skinner (originariamente con una sessantina di registri) della First Congregational Church di Los Angeles. Questo organo (su cui si sono esibiti anche alcuni tra i migliori organisti del mondo come Edward Power Biggs, Virgil Fox e Pierre Cochereau) è stato nel tempo "integrato" dall'installazione di sezioni separate costituite da veri e propri organi singoli, ognuno con le sue particolarità fonico-timbriche, che rispecchiano diversi stili organari europei, tra i quali anche un continuo di tipo italiano, un organo di tipo nordeuropeo ed una sezione "francese" completa di chamades. Questi interventi, effettuati da diversi altri organari (Schlicker, Mader, Zeiler ed altri) hanno fatto si che questo strumento sia, in pratica, formato da tanti organi diversi tra di loro azionati da un'unica consolle, realizzata da Moller. Nonostante questo, la consolle di questo organo presenta 306 comandi di registro, di cui 31 azionanti registri meccanici e 14 azionanti registri in derivazione. Il numero delle canne non è precisamente specificato ma, secondo i calcoli effettuati, superano di poco le ventimila.

A questo punto, negli States, gli altri organi che contano meno di ventimila canne sono considerati "normali" e, pertanto, degni di poca considerazione in rapporto alla loro grandezza. Nonostante ciò, nella fascia compresa tra le diecimila e le ventimila canne, troviamo molti illustri esponenti dell'organaria statunitense (e non) tra i quali, in breve classifica, quello della Christ (ex Crystal) Cathedral di Garden Grove (attualmente in completo restauro presso la fabbrica Ruffatti di Padova) con quindicimilanovecentosessantasei canne, l'organo della St.Matthew Lutheran Church di Hanover in Pennsylvania con quattordicimilatrecentoquarantun canne, lo strumento della Woolsey Hall di New Haven in Connecticut (dodicimilaseicentoquarantasei canne), quelli delle due chiese di New York (St.Bartholomew Church e Riverside Church) che contano, rispettivamente, dodicimilaquattrocentotrentotto e dodicimilaquattrocentosei canne, l'organo del Mormon Tabernacle (attenzione, ci stiamo riferendo all'organo del Tabernacle e non a quello, leggermente più piccolo, del Conference Center) di Salt Lake City che di canne ne conta undicimilaseicentoventitre e, a seguire come buon ultimo, l'organo della Washington National Cathedral, che chiude la classifica con le sue rispettabilissime diecimilaquattrocentocinquanta canne.

Ma, poichè -come abbiamo già detto in apertura- un organo no lo si considera dalle dimensioni, bensì dalla qualità del suono, ecco di seguito alcuni video, tratti dalla grande rete, in cui si possono ascoltare le voci di questi mastodonti. Ovviamente, bisogna tenere conto, prima dell'ascolto, di che genere di organo si sta parlando, perchè esiste una differenza fondamentale di impostazione tra i timbri degli organi "da teatro" (ricchissimi di voci orchestrali e violeggianti) e quelli "da chiesa".
Iniziamo da Atlantic City. Di seguito due video assai diversi come repertorio ed interpretati entrambi dall'organista titolare, Steven Ball. Nel primo ascoltiamo due movimenti del Concerto BWV 592 di Bach mentre nel secondo possiamo ascoltare un "medley" di temi natalizi. L'audio del secondo video non è qualitativamente ottimo (e non potrebbe essere diversamente, tenuto conto che la sala entro cui quest'organo suona può contenere più di quarantamila spettatori...) ma è rappresentativo di tutto lo spettro sonoro e timbrico di cui è capace lo strumento, compreso l'inserimento, nelle battute finali, delle ancie della "Fanfare" e di tutti e dieci i registri a forte e fortissima (100 e 120 mm.) pressione da 32 piedi e del registro da 64 piedi (Diaphone 64) il cui suono non si avverte nel video se non come un'indistinta vibrazione tellurica che, se ascoltata dal vivo, fa tremare il pavimento sotto i piedi.:





Per l'organo del Wanamaker, invece, proponiamo tre video assai interessanti. Il primo consiste nelle Variations de Concert di Bonnet interpretate da Lewis Bradford. Il secondo brano è la trascrizione (presumibilmente di Lemare) della Sinfonia de "La forza del destino" del nostro Beppino Verdi interpretata da Peter Conte, organista titolare. Il terzo video è squisitamente "americano" e ci mostra un perfetto "flash mob" (mobilitazione-lampo) in cui ben 688 cantanti professionisti (in rigoroso incognito) sono stati "convocati" via internet presso il Macy's Store nell'Ottobre 2010 per cantare insieme l'Allelujah di Haendel:







Per il terzo classificato, l'organo della Cadet Chapel di West Point, proponiamo dapprima il Preludio e Fuga BWV 541 di Bach eseguito da Craig Williams (organista titolare), seguito dal Carillon de Westminster di Vierne interpretato dalla "decana" delle organiste statunitensi, Diane Bish e, per finire, un video che già avevamo postato in una vecchia pagina dedicata all'"organista municipale" della città di San Diego (incarico mantenuto dal 2001 al 2016), Carol Williams, che ci delizia con una trascrizione del "Volo del Calabrone" di Rimskij-Korsakov "sulli pedali dell'organo":