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L'Organo della Salle Philarmonique di Liège (Belgio)

di Federico Borsari

 Salle Philarmonique Liegi L'organo che trattiamo oggi si trova nella Salle Philarmonique di Liegi, in Belgio. Questa sala, che in origine era la "Grande Salle du Conservatoire", fu edificata nel 1887 e, attualmente, dopo i recenti lavori di sistemazione, dispone di millecentosessantadue posti a sedere, andando a piazzarsi nel numero delle più ampie (nonchè storiche) sale da concerto d'Europa. L'organo che vi è presente fu costruito nel 1889 da Schyven, uno dei più famosi ed apprezzati organari belgi dell'Ottocento, i cui strumenti hanno spesso rivaleggiato -talvolta con risultati anche migliori- dei coetanei Cavaillé-Coll francesi. Lo strumento era in origine destinato ad essere presentato al pubblico nel corso dell' Esposizione Universale di Bruxelles del 1888 ed era sprovvisto di cassa e montre. Nel 1889 fu trasferito nella Sala del Conservatorio e fu inaugurato, l'anno seguente, da Charles Marie Widor. Solamente dieci anni dopo, nel 1900, fu realizzata la cassa, che architettonicamente si ispira agli "archi di trionfo" molto in voga all'epoca. Imponente e grandiosa alla vista, questa montre, purtuttavia, aveva un grande difetto: le canne di facciata erano tutte "finte", cioè relizzate in legno rivestito di lamine di metallo. La trasmissione era meccanica con ausilio di leva Barker.
 Salle Philarmonique Liegi Dopo pochi anni il sistema trasmissivo iniziò a risentire di alcuni difetti e fu nel 1925, dietro sollecitazione e consiglio di Marco Enrico Bossi, che toccò al nostro Francesco Vegezzi-Bossi provvedere alla completa sostituzione del sistema trasmissivo (che divenne interamente pneumatico) ed all'installazione di una nuova consolle (foto a lato). Per l'occasione, furono anche aggiunti alcuni registri nuovi.
Nel 1939 fu Delmotte che installò una nuova trasmissione elettrica e fu solo nel 1956, in occasione di un'ulteriore modifica, sempre effettuata da Delmotte, che fu installata una montre "vera", cioè con canne suonanti e, nell'occasione, l'organo fu re-inaugurato da un grande concerto tenuto da Jeanne Demessieux.
Nel 1997 fu elaborato un progetto molto ambizioso che prevedeva la risistemazione di tutta la sala e, ovviamente, anche dell'organo. Fu così che nel 1999 l'organo fu smontato e, mentre si effettuavano i lavori di rinnovamento della sala e della sua acustica, anche l'organo veniva accuratamente restaurato (in realtà si trattò di un quasi totale rifacimento, che comprese anche il riposizionamento dei corpi fonici dello strumento) dalla ditta "Manufacture d'Orgue Luxembourgeoise". La filosofia di restauro che si disse di voler seguire rispecchia una delle teorie più "di moda" negli ultimi decenni, cioè quella di riportare lo strumento alle condizioni originali di suono. Fu così che, con il pretesto che i registri aggiunti da Bossi nel 1925 (ed anche alcuni di Delmotte degli Anni Cinquanta) erano di "scarsa qualità" (e questa è una bestemmia organaria, poichè tutti sappiamo quanto fossero pregevoli sia per costruzione che per intonazione le canne di Francesco), essi furono eliminati ma -contrariamente alle teorie filologiche prese a modello per il restauro (che avrebbe dovuto riportare -sic et simpliciter- alla disposizione fonica originale di Schyven del 1887) la composizione sonora originale fu "integrata" con ben nove registri nuovi, tra cui diverse mutazioni semplici, che, se da una parte hanno contribuito a "modernizzare" la tavolozza timbrica di questo strumento (ma, purtroppo, facendo in modo che le canne originali di Schyven siano ridotte a poco più della metà del totale), dall'altra hanno reso evidente che il fine principale di questo lavoro non era il riportare l'organo alle condizioni originali, bensì quello di eliminare tutte le tracce del lavoro effettuato da Bossi nel 1925, rendendo, in tal modo, lo strumento completamente "francese".
Nel 2005, ultimati i lavori della sala, anche l'organo fu reinstallato e questa volta i concerti di re-re-inaugurazione si articolarono in un vero e proprio festival organistico della durata di una settimana, durante il quale si esibirono alcuni dei maggiori e più noti organisti francesi e belgi unitamente alla Reale Orchestra Filarmonica di Liegi.
Lo strumento attuale presenta tre tastiere e pedaliera su di una consolle separata mobile (peraltro assai bruttina e di banale aspetto) con una trasmissione integralmente elettronica supportata da un combinatore capace di oltre quattromila combinazioni aggiustabili.
Di seguito la disposizione fonica:

Grand Orgue

Montre 16
Bourdon 16
Gambe 16
Montre 8
Gambe 8
Flute Harmonique 8
Bourdon 8
Prestant 4
Flute Octaviante 4
Quinte 2-2/3
Doublette 2
Fourniture 5 rangs
Cornet 5 rangs
Bombarde 16
Trompette 8
Clairon 4
Positif Expressif

Principal 8
Flute 8
Salicional 8
Gemshorn 8
Prestant 4
Flute Octaviante 4
Dolciana 4
Quinte 3
Doublette 2
Tierce 1-3/5
Piccolo 1
Trompette 8
Clarinette 8
Cor Anglais 8
Recit Expressif

Bourdon 16
Unda Maris 16
Flute Harmonique 8
Dolciana 8
Bourdon 8
Voix Celeste 8
Flute Octaviante 4
Doublette 2
Fourniture 4 rangs
Cornet 5 rangs
Bombarde 16
Trompette Harmonique 8
Hautbois-Basson 8
Voix Humaine 8
Clairon 4
Pedale

Contrebasse 32
Soubasse 16
Contrebasse 16
Quinte 10-2/3
Flute 8
Flute 4
Bombarde 32
Bombarde 16
Trompette 8
Clairon 4

Purtroppo, sulla grande rete non si trovano video di brani interpretati su questo organo. L'unico video presente riguarda i recenti lavori di restauro effettuati, nel quale -oltre ad un discretamente completo excursus storico e ad una esauriente descrizione degli interventi eseguiti- si possono ascoltare in sottofondo alcune sonorità di questo strumento. Ve lo proponiamo di seguito: