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L'Organo della St.Vincent Ferrer Church di New York (U.S.A.)

di Federico Borsari
(Photo Credits: www.nycago.org e www.markbani.com)

 St.Vincent Ferrer Church Abbiamo parlato, in diverse pagine del passato ed anche nella recente trattazione relativa alle Combinazioni Libere, dell'organo realizzato da Balbiani-Vegezzi Bossi nella Basilica dell'Immacolata di Genova nel 1928 in sostituzione dell'originale Trice 1890 utilizzando molte delle soluzioni tecniche adottate qualche anno prima (nel 1925) per il maestoso (ed enorme) organo che la prestigiosa casa organaria italiana aveva realizzato negli Stati Uniti nella chiesa di San Vincenzo Ferreri (Vicent Ferrer, il noto -ed altrettanto discusso- Padre Domenicano spagnolo predicatore vissuto a cavallo tra XIV e XV secolo) di New York. Incuriositi, siamo andati a vedere cosa è rimasto (spoiler: non è rimasto assolutamente nulla...) di quell'organo e, nel contempo, abbiamo dato una rapida occhiata alla storia degli organi di quella chiesa dalla sua edificazione fino ad oggi. Ecco di seguito i risultati della nostra ricerca.
La chiesa di St.Vincent Ferrer di New York fu edificata dai Domenicani nel 1867. Lo stile era un neogotico molto snello e la chiesa aveva tre navate con tre ingressi frontali e due laterali. Il primo organo che vi fu installato fu costruito nel 1874 da Roosevelt ed aveva tre tastiere e pedaliera. La trasmissione era mista, nel senso che per il Choir Organ si utilizzava la trazione meccanica, per il Grande Organo veniva utilizzata la leva Barker e per lo Swell Organ ed il Pedale si scelse di utilizzare la trasmissione pneumatica tubolare. Questo strumento era già molto grande per quell'epoca e ricalcava i contemporanei organi inglesi, con un grande dispiegamento di Diapason (tra cui un Double Diapason da 32 piedi reali al pedale) e molti registri coloristici spiccatamente britannici; pochi, ovviamente, i Ripieni (solo due da quattro file ciascuno in tutto l'organo). La disposizione fonica di questo strumento (ed anche quelle degli strumenti successivi costruiti in questa chiesa) la trovate QUI.
Nel 1918 la chiesa fu demolita e ricostruita nelle forme in cui la vediamo ancora oggi. Lo stile scelto fu sempre il neogotico ma, questa volta, molto più "pesante". La navata centrale ed il transetto risultano molto più rilevati rispetto alle piccole navate laterali. Grazie a questo accorgimento, ispirato dalle architetture delle grandi cattedrali gotiche europee, fu possibile realizzare tutta una serie di grandi vetrate colorate ed una vetrata di facciata con uno splendido rosone che danno all'interno del tempio (che altrimenti risulterebbe assai buio e cupo) una particolare luce blu di grande suggestione.
 St.Vincent Ferrer Church Pochi anni dopo, nel 1925, fu Balbiani a realizzare il primo organo per questa chiesa e questo strumento viene ancora oggi definito dagli esperti "One of the more unusual organs in New York City". In effetti questo organo era, per quell'epoca, la "summa" delle più avanzate tecnologie organarie mondiali. Si trattava di un organo veramente colossale, suddiviso in due enormi strutture poste rispettivamente in controfacciata ed a lato del coro, le cui "montres" incutevano un reverenziale timore musicale. Balbiani, per questo organo, utilizzò la trasmissione elettropneumatica nella sua versione più evoluta ed una particolare elaborazione di centralina elettrica di sua invenzione che rendeva possibile accoppiamenti, unioni e combinazioni fino ad allora mai state possibili. Tutto questo concentrato di tecnologia organaria faceva capo ad una splendida consolle mobile a cinque tastiere i cui comandi erano, per quell'epoca, di facilissimo e comodo utilizzo. Le timbriche, ovviamente, erano tipicamente italiane e, su di una base di solidi Principali ed Ottave comprendente anche tre robusti Ripieni per un totale di venti file, vi erano innestate anche diverse mutazioni semplici e composte (Nazardo, Cornetto, Quinta), una nutrita schiera di violeggianti (molto utilizzati in quell'epoca) e di registri coloristici, orchestrali e d'effetto. I registri nominali erano 65, pari a 87 reali (nessun registro nè in prolungamento nè in derivazione) esclusi i registri meccanici (Tremoli, Arpa, Campane) per un totale di 5353 canne.  St.Vincent Ferrer Church Una particolarità di questo organo era che Balbiani, come farà poi anche nel caso dell'organo dell'Immacolata di Genova, non volle utilizzare le Combinazioni Aggiustabili, che erano da poco state inventate, giudicandole ancora poco performanti e, soprattutto, non modificabili durante l'esecuzione dei brani, preferendo l'adozione di cinque Combinazioni Libere. Un'altra particolarità -architettonica- era che il corpo d'organo in controfacciata, date le sue dimensioni, copriva totalmente la parte inferiore della vetrata, lasciando scoperto solo il rosone e riducendo quindi di molto la luminosità della chiesa. Questo inconveniente verrà poi risolto con l'installazione del nuovo strumento Schantz realizzato nel 1998. L'organo Balbiani, inaugurato il 9 Maggio 1926 con un grande concerto dai fratelli Yon (Pietro Alessandro e Costantino, organista titolare della chiesa) rimarrà al suo posto per trentatre anni fino al 1958, quando verrà totalmente rimosso.
 St.Vincent Ferrer Church Il terzo organo di questa chiesa lo troviamo nel 1983, realizzato da Konzelman e dallo stesso ampliato nel 1990. Si tratta di un grande organo (ma rispetto al Balbiani precedente risulta "piccolo") con 50 registri nominali (54 reali) di cui diversi in derivazione e/o prolungamento. Questo strumento, con tre tastiere e pedaliera, possedeva un corpo in controfacciata ed uno, in una cassa lignea tuttora esistente che riprende le linee degli organi barocchi europei, in coro. La trasmissione era elettropneumatica e la consolle mobile.
Nel 1998 l'organaro Schantz effettua un primo ampliamento di questo strumento, aggiungendo diciotto registri e sostituendo la vecchia consolle con una nuova a quattro tastiere. Infine, nel 2002, lo stesso Schantz opera un massiccio intervento, installando un nuovo corpo d'organo in controfacciata, ampliando ulteriormente il corpo fonico del coro ed installando una nuova consolle a quattro tastiere, sempre mobile. Il nuovo complesso presenta 81 registri nominali, pari a 87 reali (esclusi quelli -una trentina- in derivazione/prolungamento, due -quelli da 32 piedi alla pedaliera- "digitali", cioè con suoni campionati e riprodotti tramite casse acustiche e quelli meccanici (Tremoli, Arpa, Campane, Piatti, ecc.)) per un totale di 5119 canne (234 in meno rispetto al Balbiani 1925). I corpi fonici sono otto, cinque in controfacciata (Great, Swell, Positiv, Solo e Pedal) di cui uno -lo Swell- di impostazione timbrica barocca nordeuropea, e tre in coro (Great, Swell e Pedal). La trasmissione è elettropneumatica mentre per le combinazioni si è adottato un sistema di Combinazioni Aggiustabili generali e particolari che comprende 100 livelli di memoria. La disposizione delle canne in controfacciata è stata architettonicamente studiata per lasciare libera tutta la vetrata ed il rosone della facciata in modo da non togliere luce alla chiesa.
Di seguito presentiamo la disposizione fonica attuale (in rosso i registri in derivazione/trasmissione/combinazione, in blu i registri digitali):

Gallery Organ
Great (Tastiera II)

Double Open Diapason 16
First Open Diapason 8
Second Open Diapason 8
Spire Flute 8
Octave 4
Concert Flute 4
Twelfth
Fifteenth
Chorus Mixture 4 ranks
Sharp Mixture 3 ranks
Trumpet 8
Tremulant
Chimes
Ramsey Trumpet 8
Swell (Tastiera III)

Stopped Bass 16
Geigen Diapason 8
Stopped Diapason 8
Salicional 8
Voix Celeste 8
Flauto Dolce 8
Flauto Celeste 8
Principal 4
Traversflote 4
Nasard Harmonique 2-2/3
Octavin 2
Tierce 1-3/5
Larigot 1-1/3
Plein Jeu 5 ranks
Bombarde 16
Basson 16
Trompette 8
Hautbois 8
Clairon 4
Vox Humana 8
Vox Tremulant
Tremulant
Harp
Ramsey Trumpet 8
Positiv (Tastiera I)

Spitzprincipal 8
Gedeckt 8
Quintade 8
Flauto Dolce 8
Flauto Celeste 8
Octave 4
Koppelflöte 4
Nasard 2-2/3
Blockflöte 2
Tierce 1-3/5
Sifflöte 1
Cymbal 4 ranks
Krummhorn 8
Tremulant
Chimes
Harp
Ramsey Trumpet
Solo (Tastiera IV)

Dulciana 16
Violoncello 8
Violoncello Celeste 8
Dulciana 8
Unda Maris 8
Harmonic Flute 8
English Horn 8
Clarinet 8
Tuba Magna 16
Tuba Mirabilis 8
Tuba Clarion 4
Chimes
Harp
Ramsey Trumpet
Pedal

Double Open Diapason 32
Contra Bourdon 32
Contra Bass 16
Diapason 16
Bourdon 16
Stopped Bass 16
Dulciana 16
Octave 8
Diapason 8
Dulciana 8
Bourdon 8
Choral Bass 4
Open Flute 4
Mixture 4 ranks
Ophicleide 32
Trombone 16
Bombarde 16
Basson 16
Trumpet 8
Bombarde 8
Clarion 4
Oboe 4
Tuba Magna 16
Tuba Magna 8
Tuba Magna 4
Ramsey Trumpet
Chimes
Cymbal Crash


 St.Vincent Ferrer Church Console
Chancel Organ
Great (Tastiera II)

Open Diapason 8
Gemshorn 8
Chimney Flute 8
Gedeckt 8
Octave 4
Nachthorn 4
Fifteenth
Nineteenth
Trumpet 8
Oboe 8
Tremulant


 St.Vincent Ferrer Church Console
Swell (Tastiera III)

Gedeckt Bass 16
Geigen 8
Celeste 8
Gedeckt 8
Principal 4
Spillflöte 4
Blockflöte 2
Plein Jeu 3 ranks
Double Trumpet 16
Trumpet 8
Oboe 8
Clarion 4
Tremulant
Pedal

Acoustic Bass 32
Resultant 32
Open Diapason 16
Bourdon 16
Gedeckt Bass 16
Octave 8
Bourdon 8
Gedeckt 8
Super Octave 4
Gedeckt 4
Grand Cornet 5 ranks
Double Trumpet 16
Trumpet 8
Oboe 8
Clarion 4
Oboe 4

Come si può vedere, si tratta di un organo molto completo ed articolato che sfrutta in modo massiccio le potenzialità dell'elettronica per la gestione dei registri in derivazione e prolungamento. Se questo, da una parte, penalizza leggermente la completezza ed integrità fonica, dall'altra rende possibili soluzioni timbriche altrimenti non praticabili che, tra l'altro, consentono di avere a disposizione tavolozze di suoni molto complete e performanti. In definitiva il risultato complessivo, pur presentando quasi quattro registri in meno rispetto al Balbiani 1925, è praticamente identico sotto il punto di vista della forza di suono mentre la maggiore varietà di registri diversi in varie tessiture (d'altra parte tra un organo e l'altro intercorrono ottant'anni) consente allo strumento di prestarsi in modo ottimale per l'esecuzione di un repertorio vastissimo, che spazia dai classici ai romantici, dal barocco al contemporaneo.
Come suona quest'organo? Sulla Grande Rete ci sono pochi video che lo riguardano e quasi tutti sono interpretati dall'organista titolare Mark Bani. Ve ne proponiamo qui di seguito due, che servono molto bene a dimostrarci le varie possibilità fonico-timbriche di questo organo. Purtroppo, la presa di suono è fatta vicino alla consolle e, pertanto, in prossimità del corpo d'organo del coro; di conseguenza il suono di questo corpo d'organo "copre" abbondantemente il suono del corpo d'organo posto all'altra estremità della chiesa in controfacciata, che in queste registrazioni risulta debole mentre in realtà, ascoltando dalla navata, è esattamente il contrario. Ascoltiamo -e vediamo- Mark bani mentre interpreta L'Offertoire di Dubois ed il Finale dalla Prima Sinfonia di Vierne: